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03 – Come si concretizza la passione

Buongiorno e benvenuto in questo nuovo episodio di “Parola di Scrib”. Sì, sempre io: vedrai che ci farai l’abitudine.
Oggi proseguiamo il viaggio iniziato la settimana scorsa ripartendo dal punto in cui ci eravamo fermati, vale a dire il 2017, il famoso (o famigerato) anno della svolta.

Il 2017 è stato per me un anno decisamente anomalo: se da un lato il lavoro che facevo iniziava a pesarmi e rendermi insoddisfatto, dall’altro sono riuscito a veicolare questa mia negatività in qualcosa di buono.
Facciamo un passetto indietro: da fine 2016 si era ricostituito un party di D&D e avevamo iniziato a giocare alla nuova edizione, ma dopo un inizio carico d’entusiasmo, come succede quasi tutte le volte, tra una cosa e l’altra c’erano stati problemi nel riuscire a trovarsi, nel pianificare le sessioni e anche, da parte del master, di prepararle, visto che il lavoro lo impegnava più del preventivato.
Io avevo in mente già da qualche tempo una bozza di ambientazione e qualche idea di fondo per la storia principale, così, intorno a febbraio/marzo del 2017, anche in virtù della nuova tavoletta grafica (tra le varie passioni che ho, c’è pure la fotografia e quello strumento doveva servire per la postproduzione delle immagini) ho iniziato a creare una mappa. La mappa del mondo da poter popolare e in cui far vivere le campagne e le avventure dei personaggi.
Sì, perché mi era tornata la voglia di fare io stesso il Dungeon Master e, come modus operandi, a parte l’idea di fondo che deve per forza esserci, il primo step, per me, è sempre “vedere” dove accadranno le cose, il mondo dove tutto accadrà e prenderà vita. E così è nata la mappa di Sphaera.
Di Sphaera non ti parlerò qui, perché mi piacerebbe, tra qualche mese, dedicare a questo mondo uno spazio tutto suo, in cui sviscererò ogni dettaglio dalla costruzione (il famoso world building) ai dettagli più interessanti che lo caratterizzano. Vedremo…

Tornando alla mappa, ora che ce l’avevo davanti agli occhi, mi sono detto: perché non raccontare la sua storia dal di dentro? Attraverso i sensi di un suo abitante tutto sarebbe più realistico, specie se questa persona non è altri che un umile popolano… o popolana, vissuta in qualche villaggio sui monti, ma che ha voglia di vedere il mondo.
È così che è nata Siina, la protagonista del romanzo “La Brigata della Speranza”.
Da quando ho iniziato a scrivere le prime pagine a quando sono arrivato all’epilogo sono passati tre mesi… e si tratta di un libro di circa 600 pagine, tu che dici? Mi ero preso bene o no?

Come ho detto prima, era un periodo in cui col lavoro non andava granché, c’erano in ballo tanti cambiamenti nella mia vita e io avevo tempo ed energia da dedicare e anche una certa rabbia da sfogare sulla tastiera: è per questo che ci ho messo così poco, ma anche perché c’erano tante idee dietro a quelle parole e questo, per chi vuole scrivere un romanzo, è qualcosa di necessario, anche perché, non te l’ho ancora detto, “La brigata della Speranza” è solo il primo di una tetralogia di libri.

Sai qual è stato il segreto per essere così prolifico nello scrivere un libro di così tante pagine in così poco tempo?
Beh, senz’altro il fatto che l’ho scritto di getto e con una buona continuità; in secondo luogo, la possibilità di concentrarmi solo su quello per un periodo così lungo, cosa che ha aiutato parecchio a tenere in mente i molti particolari e le situazioni che avevo intrecciato nella storia principale. Infine, anche l’ignoranza di chi si butta a capofitto in un progetto così grande senza sapere granché di quello che sta facendo, fregandosene di tutto, a parte il contenuto del libro stesso.

Bene, dai. Siamo arrivati anche oggi alla fine dell’episodio, ma ti dico già che la prossima volta vediamo cosa è successo durante la scrittura e poi, nella fase di revisione del testo, così da capire come mi sono mosso prima di arrivare alla vera e propria pubblicazione.
Ci sentiamo la prossima settimana per un’altra tappa di questo viaggio: ti saluto e ti auguro una buona giornata… e grazie di avermi seguito!

35 commenti su “03 – Come si concretizza la passione”

                  1. L’idea di te che disegni la mappa di questo mondo fantastico, fa tanto Tolkien col signore degli anelli!! Complimenti, io trovo che, quando qualcuno porta avanti la propria passione con così tanta cura e perseveranza, sia ammirevole.

                              1. Oh no, ne dubito!! All’università c’era chi studiava Harry Potter per letteratura inglese, credo non avessero tanti problemi a leggere!! Io facevo americano e quindi avevo altro, ma ci metto la firma a studiare opere così piacevoli!

                                            1. Keep Calm & Drink Coffee

                                              Accipicchia se eri preso bene!
                                              Mi dispiace molto per la rabbia sul lavoro, ma ti faccio i complimenti per averla saputa trasformare in qualcosa di così positivo!

                                              1. Più che rabbia, era un giramento di ⚽🏀🏉 (tre, così disoriento). Però è stato utile pure quello, in effetti.

                                                Ad aver tempo, lo rifarei subito… in compenso, a pensare che non ce l’ho (il tempo) mi girano lo stesso! 🤣🤣🤣

                                                1. Keep Calm & Drink Coffee

                                                  ah ah ah dai magari così come da cosa nasce cosa … da giramento nasce … cosa?

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