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Il giorno in cui morì James

Ho deciso di proporre, di tanto in tanto qualche vecchio raccontino pubblicato sui vecchi blog. Certo, potevo partire anche con qualcosa di meno cruento, ma questo mi è sembrato un “buon inizio”.
Buona lettura…


Immagine da pexels.com

BANG BANG BANG!
La sua bocca socchiusa lascia uscire una bava rossastra, una schiuma oscena. E ci sta pure annegando, Cristo Santo! Una morte più crudele di quanto si meritasse quel povero idiota, senza dubbio, ma un po’ se l’è cercata e ora i sussulti del suo corpo si stanno smorzando col passare di eterni secondi che accompagnano lo sguardo incredulo di Eva e la mano ancora tremante di Will, che regge il ferro nella sinistra: mancini, mai fidarsi di loro!
Quell’incapace di Will nemmeno s’è accorto che sono lì dietro a fissarlo e che ho estratto la mia Beretta: col pollice tiro indietro il cane «Getta quella cazzo di pistola e girati lentamente.» gli urlo, puntando al centro della schiena, dove c’è disegnata una strana bestia sul retro della sua camicia «Hai capito, brutto stronzo?»
Lui si limita ad abbassare il braccio sinistro e inizia a voltarsi al rallentatore.
Eva, invece, sgrana ancor di più quei suoi occhioni da cerbiatta e sembra quasi sorridere nel vedermi.
Alle sue spalle, James ha smesso di gemere e sono certo che ha lasciato per sempre questo mondo.
La mia pistola è ancora puntata su Will, che sembra più bianco del cadavere di mio fratello «Che cazzo t’è saltato in mente?» faccio un passo verso di lui, che finalmente s’è deciso a lasciar cadere a terra quel vecchio ferro arrugginito, ma ancora in grado di bucare una persona.
«Io, ecco…» sembra che si stia rendendo conto solo ora di quanto è successo «Lo sai anche tu quant’era pezzo di merda tuo…»
Mi vien da ridere pensando a quanto James si fidasse del suo istinto e di come questo l’abbia ridotto così, un ammasso di carne immobile «Certo che lo so, lurido bastardo.» Will arretra di un passo ma io sono più rapido e gli pianto la canna all’altezza del cuore «E ora dammi una buona ragione per non ammazzarti!»
«Lui la picchiava, lo sai…» si gira verso Eva, che ora ha le labbra serrate «… e non potevo continuare a vederla così. Io la am…»
BANG!
La faccia di Will è tutta un programma e la sua bocca si allarga a formare una “o” muta, mentre le mani si aggrappano al mio ferro per un solo istante, prima che le sue gambe cedano e cada all’indietro, in fianco a quell’idiota di mio fratello «Vieni qui, piccola.» continuo a fissare quel ragazzo che ora giace con gli occhi sbarrati accanto a James e mi fissa in silenzio, mentre Eva mi cinge il fianco con la sua mano candida e appoggia la testa al mio petto.
«Adam, mio eroe…» e le sue labbra si muovono verso le mie, che si schiudono e il nostro ardore non ha freno.

40 commenti su “Il giorno in cui morì James”

                  1. Mi è sembrato di stare al cimema! Descrizioni bellissime, sequenza scenica azzeccata!
                    Davvero bravo!!
                    Se ce la fai, allunga un pò il finale: così è un pò troppo brusco, è un peccato <3
                    Bravo, ragazzo!

                    1. Grazie mille! 😍😍😍

                      Se un giorno dovessi decidere di pubblicare questo racconto (assieme ad altri) sicuramente un po’ di make up ci vuole, così come dici giustamente tu, un arricchimento e un finale un po’ meno brusco.
                      Questo è stata una cosa scritta di getto, senza altre finalità che non fosse il mio divertimento e di chi l’avrebbe letto, ma so che è migliorabile.

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