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11 – Tentativi dimenticati

Buongiorno e benvenuto in questo nuovo episodio di “Parola di Scrib”. Sai che non era prevista questa puntata in origine? Non perché non ne volessi parlare, ma per il semplice fatto che non me ne ricordavo proprio più. Eh, brutta bestia l’età che avanza…

Come ho detto qualche episodio fa, i miei primi esperimenti da autore sono da riferirsi ai background dei personaggi e a quel famoso romanzo nel cassetto che non ho ancora ultimato, ma prima di arrivare alla stesura delLa Brigata della Speranza avevo già provato a scrivere un libro: ebbene sì, e perfino in un paio di occasioni.

La prima volta, anche se non aveva certo la velleità di essere una pubblicazione (l’idea di una cosa simile non mi aveva minimamente sfiorato), è da riferirsi al periodo 2012-14, quando ci eravamo cimentati in un gioco di ruolo ancora nella versione ß a cui avevo contribuito alla scrittura delle regole e di parte dell’ambientazione insieme a un gruppo di amici conosciuti su un forum (www.dragobianco.net – io ero Fulminus): molto diverso da D&D, il suo intento era puntare molto più sulla verosimiglianza delle azioni, dei processi, delle evoluzioni e puntava tutto sul superamento delle classiche classi, oltre che sui 3d6 in sostituzione del d20.
Si chiamava… e si chiamerebbe E.R.O.I. (che sta per Enchanted Realms Of Insight) e io, in quella campagna, interpretavo un personaggio che si era preso il compito di scrivere il Diario di Bordo, reminiscenza del romanzo mai ultimato, e questo narrava le gesta compiute dai personaggi nell’evolversi della storia. Purtroppo, come spesso è accaduto, la cosa non è andata fino alla fine e quindi il prodotto di quanto scritto era senza finale, oltre che un po’ balzellante dal punto di vista della logica, per via di alcune sessioni non esattamente chiare e lineari.

La seconda volta, sempre da giocatore, mi ero messo in testa non tanto di scrivere un testo sotto forma di diario, quando ti scrivere la storia del mio personaggio da un punto di vista esterno, passando anche dall’invenzione di sana pianta delle parti a me ancora ignote e che mi avrebbero permesso di evitare di attendere la fine della campagna prima di concludere il lavoro.
Purtroppo, anche in questo caso, la pianificazione si è scontrata con due fattori: il primo è stata la difficoltà di inserire un personaggio che stava ancora evolvendosi nel suo percorso (sono fermamente convinto che ogni libro di questo tipo abbia in sé un romanzo di formazione) e con un’ambientazione che, non essendo mia, non sapevo dove avrebbe potuto portare a parare; il secondo, prendendo per buona la possibilità di temporeggiare e dedicarsi alla scrittura delle fasi già giocate, è stato appunto il protrarsi delle pause (quei famosi periodi in cui non ci si riusciva a trovare) che mi hanno indotto a desistere, ma che, da un certo punto di vista, mi sono servite da spunto per cambiare il mio modo di procedere e prendere in mano completamente la situazione.

Inoltre, in quest’ultima campagna, c’erano degli elementi e dei personaggi che hanno fatto un po’ da traino ad altri che ho inserito nel romanzo La Brigata della Speranza: sono marginali e rielaborati, certo, ma hanno permesso di creare una sfaccettatura extra che esulava dalle correnti principali della storia e quindi, in un certo senso, hanno permesso di dare ancora più spessore e consistenza all’impianto che avevo in mente!

Ecco, questi sono due momenti creativi che non avevo considerato (o che davo per assimilabili ad altre situazioni) nel descrivere il mio percorso, ma che mi sono tornate in mente discorrendo sul blog di un’altra autrice, che appunto descriveva il suo approccio alla scrittura a partire dalle sessioni di gioco di ruolo.
La devo ringraziare e spero di poterla avere ospite un giorno perché ho letto il suo libro e credo che abbia parecchio da dire sull’argomento.

Per oggi ti saluto e ti auguro buona giornata: ci sentiamo presto con una nuova puntata di “Parola di Scrib”.
E grazie di avermi seguito.

37 commenti su “11 – Tentativi dimenticati”

          1. Ma tanto non ho nulla di interessante da dire 😂
            Attualmente siete in due ad avermi chiesto l’intervista e già so che, se capitolerò con uno, dovrò poi accontentare anche l’altro, ma per me ti faccio scappare gli ascoltatori. 😂

          2. Keep Calm & Drink Coffee

            Forti questi E.R.O.I.!
            Io al contrario non ho mai mai provato i giochi di ruolo.
            Peccato per la mancata possibilità di completare i tuoi lavori, anche se alla fine sono in qualche modo confluiti … anzi, si sono evoluti, e questa è cosa buona!

            1. Sì, mi spiace un sacco che il progetto si sia fermato a uno stadio così avanzato, ma, non essendo il proprietario dell’idea, non posso appropriamene e farla mia.

              Per il resto, se ti dovesse capitare, ti consiglio di provare a giocarci: anche solo per il gusto di vedere come ti sembra, però, in quei casi, è fondamentale per divertirsi e con persone che hanno lo stesso obiettivo.

              E sì, come dicevo a Shio, tutto serve a fare da “fondo” a quello che verrà. Sperando sia qualcosa di interessante! 🙂

              1. Keep Calm & Drink Coffee

                GRAZIE!
                Terrò presente e chissà che prima o poi non capiti l’occasione.
                Verissimo: tutto serve. Anzi, spesso si rivelano molto utili proprio le cose apparentemente irrilevanti.

                  1. Keep Calm & Drink Coffee

                    GRAZIE.
                    Terrò presente e chissà che non capiti prima o poi l’occasione di provare anche l’esperienza dei giochi di ruolo.
                    Vero: tutto serve. Anzi, spesso si rivelano utili proprio le cose apparentemente irrilevanti.

              2. Anche a me ispira E.R.O.I. dev’essere stato qualcosa di veramente speciale. Immagino che i primi tentativi abbiano sempre qualcosa di entusiasmante e creativo insieme. Non si pensa a pubblicarli, e quindi ci si lascia andare sempre un po’ 🙂

                1. In realtà l’idea era proprio di farne un gioco pubblicato, ma ci si è fermati un po’ perché siamo “cresciuti” (e quindi gli impegni han preso il sopravvento) e un po’ perché era davvero un progetto ambizioso e bisognava dedicarci del tempo.

                  Comunque si può trovare traccia su questo forum:

                  https://www.dragobianco.it/

              3. bene! scrittore in erba..credo che comunque siano tutti scrittori in erba nel senso che conla scrittura non si sa mai dove si vada a parare che che l’esperienza che uno si può costruire sia infinita!! forza Alessandro!!! buona serata!

                1. Hai ragione, Nadia: l’esperienza aiuta, la cultura aiuta, la voglia e la volontà sono fondamentali.
                  Poi non è che bisogna raggiungere chissà quale traguardo: è già importante avere la consapevolezza di sé! 🙂

                  1. Uh, che onore ** sono stata la musa di questo podcast insomma!
                    Già creare il mondo per un romanzo è complicato, uno per un gioco di ruolo è un lavoro immane, anche perchè si deve adattare alle regole di gioco e bisogna fare tante sessioni di testing per vedere se funzionano, trovare i bug… Ci vuole davvero tanto tempo, mi dispiace si sia affossato. Sapevi che anche l’AGE system usa i 3d6 come base?

                    1. Non nello specifico, anche se sapevo che altri giochi si basavano sul 3d6 (che ha risultati medi più “pesati” riespetto al d20).

                      Purtroppo non è andato a buon fine il progetto, però è stato propedeutico a tante cose che sono venute dopo, perciò non è stato tempo perso, il che non è affatto male.

                      Comunque, se fossi interessata a dare un’occhiata…
                      dragobianco.it

                      1. C’è meno possibilità di fare fallimento, il che rende il gioco meno frustrante. Riuscire a fare un triplo 1 con un tiro solo è meno probabile di una successione di 1 col d20.

                        È l’atteggiamento giusto! Ogni fallimento o progetto incompleto fa esperienza!

                        Appena finisco di ripulire il blog, faccio un salto!

                      1. Articolo interessante. Anch’io sono un’appassionata di D&D e dei giochi di ruolo, ma a fare la parte del master non sono capace, nonostante ami scrivere. Grazie per questo tuo post. A presto!

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