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Time-Room

Ho scritto questo racconto tra ieri sera e stamattina e… e non ho resistito dal pubblicarlo per intero e subito.


venerdì 17 maggio 2013

Funziona! La chiamerò “Memory-Room”, sì, mi piace: quello che vedo, penso, provo si trascrive automaticamente in questi file. Il casco è scomodo, ma sono certo che si potrà trovare un sistema più discreto per farla funzionare: non paghiamo certo tutti quegli ingegneri per grattarsi le palle, no?
Certo, i computer che abbiamo a disposizione adesso rendono solo una decima parte e con grande ritardo in termini di lag: ci vorrebbe una capacità di calcolo almeno duecentocinquanta volte superiore, ma se riesco a concentrarmi e indirizzare i miei pensieri affinché non si disperdano, la traccia risulta più facile da decodificare e riprodurre e l’esperienza più pulita e immediata.

giovedì 21 novembre 2013

Le risposte migliorano, i componenti nuovi hanno migliorato le performance della macchina, ma c’è ancora parecchio lavoro da fare. In compenso ora mi posso spostare fino a un ottocento metri senza perdere il segnale, ma c’è da lavorare sul raffreddamento del sistema: il processore sfiora i 100°C e ne abbiamo già bruciati tre nei test… e il capo si sta innervosendo, perché i costi sono cresciuti più del dovuto.
Il vero problema è che anche immagazzinare tutti questi dati inizia a diventare un problema per l’hardware e quindi il lavoro è rallentato.
La cosa positiva è che siamo riusciti a usare un sistema di elettrodi che si possono facilmente nascondere in una cuffia e ora che è quasi inverno, la gente non si gira più a guardarmi incuriosita come quando me la mettevo in testa a fine agosto: cosa non si fa per la scienza!

martedì 24 febbraio 2015

Le cose stanno andando meglio: i nuovi prototipi di microchip vanno alla grande e le nuove RAM più veloci ed affidabili permettono di gestire il flusso di dati con maggior facilità e senza intoppi; inoltre, con un sistema di ripetitori ad asta da piazzare sul terreno, siamo arrivati a gestire una distanza di oltre cinque chilometri, il che non è male, se pensiamo che poco meno di due anni fa eravamo limitati da un cavo di non più di cinque metri.
Ora, però, non vedo l’ora di iniziare col nuovo progetto: se questo è stato un bel salto avanti, il prossimo, beh… sarà rivoluzionario!

martedì 7 aprile 2015

Il capo è soddisfatto dei risultati raggiunti e ha già intavolato alcune trattative con i piani alti per iniziare una produzione in serie dei caschi e dei ricevitori: pare che potrebbero esserci interessanti applicazioni militari, ma ora non è più tempo di pensare a “Life-Box” (sì, è stato cambiato il nome: non ho potuto farci niente).
Io ora sono qui, lo schermo del PC aperto su un file vuoto e non so da dove cominciare: come supero il problema della piega dello spazio senza procurarmi un buco nero? Sempre che questo sia gentile, faccia tutto quello che gli chiedo e non distrugga questa parte di universo, chiaro.
Iniziamo a buttare giù qualche idea…

venerdì 12 gennaio 2018

Ce l’ho fatta: finalmente il mio progetto sembra rispondere positivamente ai test diagnostici e ho captato delle frequenze che provengono da altri quando… o almeno credo: non vedo l’ora di risintonizzare le coordinate quadridimensionali e provarla di nuovo, ma prima devo ultimare alcuni aspetti pratici. Sarebbe meglio avere a disposizione stanza circolare, proiettori 3D e anche una poltrona girevole comoda, in fondo uno scienziato deve pur avere qualche benefit, no?
Se il secondo esperimento confermerà i dati raccolti oggi, si potrà passare alla fase due.

domenica 28 gennaio 2018

Oggi non c’è nessuno al laboratorio e quindi ho deciso di testare personalmente se tutto funziona: ieri ho finito di inserire tutti gli ultimi dati e ora sono pronto per la “partenza”. Gli altri si aspettano che lo faccia domani, ma non potevo resistere oltre e quindi…
Indosso la cuffia con gli elettrodi per memorizzare ogni cosa che vedrò: oggi è un giorno davvero speciale per la scienza e per l’umanità e quindi e non voglio che vada sprecato niente di quel che accadrà. Imposto le coordinate e vediamo di scoprire cosa ci riserva il futuro.
Ah, pensavo di chiamala “Time-Room”: mi sembra azzeccato, no?

lunedì 29 gennaio 2018

È passata la mezzanotte, tutti i preparativi sono ultimati, il vero problema era un altro: le simulazioni non avevano bisogno di tanta energia e le piccole frazioni di quando che visualizzavo di volta in volta non avevano bisogno di chissà quale potenza, ma già ad ampliare la visuale, il rischio di mandare in blackout l’intero quartiere era più che possibile. Per fortuna, il gruppo elettrogeno di nuova generazione funziona che è una meraviglia… e posso anche spostarmi: è stato più semplice del previsto, bastava un joystick collegato al fattore spazio di destinazione, per direzionare il movimento.
Ora basta indugiare: si parte!

martedì 29 gennaio 2019

Che disdetta: sono arrivato un anno più avanti e… non è cambiato praticamente nulla. Ora so chi ha vinto le elezioni, va bene, ma per il resto? La vita non s’è smossa di una virgola e io mi sto annoiando.
Certo, se fosse possibile interagire, magari, mi divertirei molto di più. Peccato.
Riesco a trarre qualche informazione da qualche TV o dai giornali lasciati sui tavoli di qualche Bar, ma penso che tornerò indietro a cambiare data.

mercoledì 29 gennaio 2020

Un altro buco nell’acqua: qui non succede nulla di nuovo, la gente si lamenta tanto quanto prima o addirittura anche di più. Ho scoperto chi ha vinto l’ultimo scudetto, così potrò fare una scommessa, ma in effetti non è che ci guadagnerei chissà che cifra, visto che è sempre la stessa squadra…
Mi diletto a guardare quello che indossa la gente e, se un giorno dovessi riuscire a entrare in contato con questo tempo, mimetizzarmi nell’ambiente cittadino non sarebbe un problema: nessuno va in giro in maniera più stravagante di quanto già avvenga ora.
L’unica cosa a cui dovrei stare attento sarebbe quella di non usare il telefono: il modello che ho inizia a diventare antiquato e questo potrebbe far sorgere dei dubbi.
Ma tanto, per ora, non c’è questo pericolo…

venerdì 29 gennaio 2022

Ma che succede? Ho provato a fare un salto più in là nel tempo, per vedere se gli eventi avessero preso una piega diversa, ma mi sono trovato in un momento in cui sembra non possa far nulla: che cos’è questo lasciapassare che vogliono vedere tutti? Non si può entrare nemmeno a prendere un caffè senza mostrare quel QR code! Però trovo interessante che questa tecnologia si sia sviluppata: lo dovrò tener presente.
E poi tutta questa gente con le mascherine? Capirei se fossimo in Giappone, ma qui?
Per fortuna sono riuscito a scoprire che c’è stata – e a quanto pare c’è tuttora – una pandemia. Un corona virus: ci scommetto che c’è lo zampino di qualche vecchio volpone dietro tutto questo, ma a quanto pare non si sa ancora a chi dare la colpa, a parte quelli che non si fidano di quel che sta succedendo, dato che loro lo sanno sempre chi incolpare. In effetti trovare informazioni, pur frammentarie che siano, è facile: non si parla quasi d’altro e nei TG è l’argomento d’apertura, anche se sono passati due anni, da quanto ho capito.
Una cosa non è cambiata: la politica è sempre fatta di fantocci che fingono di fare l’interesse di qualcuno, quando invece pensano solo al proprio e le facce che si vedono non sono cambiate negli ultimi anni: peccato.
Meglio che levi le tende da questo posto, o se scoprono che sono “entrato” in un bar senza avere i permessi per farlo…
Mi domando se riderei allo stesso modo, se fossi in quel tempo.
Facciamo un altro salto in avanti, poi basta.

Lunedì 29 gennaio 2024

Un altro salto di un paio d’anni: a quanto pare le cose vanno meglio, perché la gente ha smesso di andare con le mascherine e nei negozi e nei locali ti fanno entrare senza particolari verifiche.
Ma che cos’è? Perché c’è un maxischermo dove prima c’era una gigantografia dello skyline della città? Sento che parla di un’esecuzione prevista per le ore 16. Da quando c’è la pena capitale? E com’è che è diventata uno spettacolo pubblico?
Gli abiti sono diventati meno appariscenti e più funzionali e in effetti sembrano quasi tutte delle divise. I telefoni sono spariti e tutti usano lo smartwatch e, guardandone uno da vicino, vedo la scritta 6G: direi che la tecnologia è andata avanti, senza dubbio.
Aspetto tutto il giorno seduto su una panchina al parco e, se non altro, si è ripreso a tenere pulita la città e curare l’ambiente: mi pare che ci siano molte più piante e siepi dell’ultima volta che l’ho visto dal vivo; la gente che passa e non mi vede ha quasi tutta un’espressione stranita, ma credo che se anch’io avessi vissuto sulla mia pelle gli ultimi anni, che ho visto solo di sfuggita, avrei la loro stessa faccia.
Non è accaduto nulla di insolito e in effetti è quasi strana tutta questa calma: ora che ci penso, non ho visto praticamente nessuno interagire e chi correva o passeggiava era da solo. Anche di gente col cane mi pare di non averne vista: che strano…

L’esecuzione è nella piazza principale e c’è una discreta folla, ma nessuno sembra stare a più di un paio di metri l’uno dall’altro e quando io mi avvicino, un led sul pavimento si illumina di rosso, perciò mi fermo e ridiventa verde. Come può essere? Mi guardo intorno, ma nessuno nota la mia presenza. No, non mi sono sovrapposto a nessuno. Magari è solo un contatto: immagino che i guasti avvengano anche nel 2024.
Sulla predella a qualche decina di metri c’è una ragazza legata mani e piedi con una sorta di manette elettromagnetiche, o almeno così sembra, a prima vista; sulla bocca ha un bavaglio che le consente di respirare, ma non di emettere suoni e scommetto che questo farebbe comodo anche a quelli della mia epoca: sì un simile oggettino sarebbe considerato utile.
Accanto alla giovane c’è un portavoce, forse un avvocato, forse un semplice funzionario, che legge una serie di capi d’accusa: la ragazza ha “osato” prendere la mano a un coetaneo, che però, prontamente, s’è sottratto al gesto e, non contenta, gli si è pure avvicinata per baciarlo, ma lui è stato abbastanza lesto da evitare qualsiasi contatto.
«La polizia sanitaria è subito intervenuta e ha arrestato la giovane come da prassi e profilassi» continua il funzionario, con una voce fastidiosamente petulante «e dopo il processo, che ha visto numerosi occhi-spia confermare la versione della vittima e di un altro passante, la ragazza è stata condannata al ricondizionamento comportamentale, che verrà prodotto seduta stante». Un altro, un omone più grande del funzionario che ha letto la sentenza, si fa avanti tenendo tra le mani una calottina cranica con una cinghia sottomento.
Ne ho abbastanza, mi giro per andarmene, ma tutti gli occhi si voltano verso di me e persino la ragazza sul patibolo sembra stupita del mio atteggiamento, mentre il led rosso continua a seguirmi lampeggiante mentre cammino sempre più in fretta via da lì.
Che sta succedendo?
Un suono di sirene si alza e sento che stanno per prendermi, così mi metto a correre sempre più svelto, ma ad ogni passo sento che mi sono più appicciati con quei maledetti monopattini elettrici che sfrecciano anche dove un’auto non avrebbe potuto arrivare: alla fine mi scaricano addosso una salva di scosse elettriche e io…

lunedì 29 gennaio 2018

Sono disteso nella vasca da bagno di casa mia: mi ci voleva un bell’idromassaggio dopo quel che è successo stanotte. Ho persino temuto per la mia vita e la corsa virtuale nell’ultimo viaggio nelle proiezioni del tempo, beh…
Ora sono qui, rivivendo i ricordi che la macchina ha registrato fino all’ultimo secondo e ancora mi domando perché sono scappato? Di cosa avevo paura? Sicuramente è stata una coincidenza che venissero dietro a me: stavano di certo cercando qualcun altro.
Sento bussare alla porta, prendo un lungo respiro ed esco; mi metto l’accappatoio, le pantofole e guardo alla finestra: perché i postini arrivano sempre al momento sbagliato?
Premo il pulsante del cancello, faccio entrare nel vialetto il portalettere e apro la porta: «Tenga, questa è per lei.» mi allunga una busta verde, una raccomandata… ma un momento: ha la stessa voce stridula di quel funzionario. Alzo lo sguardo dalla lettera e lo guardo in faccia «Mi spiace, signore, ma lei ha visto troppo» è proprio lui, non c’è dubbio.
Solleva la mano sinistra, mi punta alla testa una pistola e…

63 commenti su “Time-Room”

  1. Ok, abbiamo capito che stanotte non hai dormito. Ma non hai avuto il tempo di rivederli bene. Ci sono un mezzo periodo non cancellato, un “andare mandare” e forse una parola omessa, dagli una controllata. Per il resto, penso sempre che la libertà è una cosa di cui molti non sanno cosa farsene, più comoda una strada già tracciata, tipo la canala del ciclocross…

    1. Ho riletto, sistemato e ripubblicato il tutto: spero di aver eliminato tutte le schifezze.
      Purtroppo copiare da Word a WP non tiene ben conto della formattazione del testo a livello di paragrafi e quindi si rischia di fare casini… non il futuro presidente della repubblica, eh! 😛

      Diciamo che ho adottato il sistema del “batti il ferro finché è caldo” perché forse si riesce a modellare meglio il pensiero, non per costrizione, ma per “illuminazione” indotta dal calore che possono provocare dentro certe emozioni… anche se mi rendo conto che non è con un raccontino che si cambia la storia, ma io quello so fare (anche piuttosto male, a dire il vero), perciò.

          1. Infatti stavo tornando per dire “ops”: mi riferivo ai paragrafi, a Casini, e al fatto che un racconto non può cambiare il mondo, al contrario dell’analcolico biondo, credo…

        1. che incubo!!! ieri sera chissà che cosa hai mangiato!! hai una gran scioltezza nello scrivere! a dire il vero io all’inizio in tutte quelle spiegazioni tecniche non ci ho capito niente…ma in effetti ti immette nel futuro!!! ma speriamo che le cose non vadano proprio così!!!

          1. Non so se è stata la cena, ma qualcosa dentro si agitava, sicuro. 😜
            Le cose tecniche erano appunto per entrare nel mood, creare l’atmosfera giusta. 😊

            Speriamo di no, Nadia 🤞🏼🤞🏼🤞🏼

            E grazie 😘

          1. Se c’è una cosa che ho capito da certi film di fantascienza è che la realtà è molto più rapida dell’immaginazione a correre, in certi aspetti.

            Però sì, hai ragione: sparieamo che sia solo fiction, la mia! 🙂

              1. Ma no, figurati! E’ nato un po’ dalla rete, certo, ma non certo dai meme: come diceva qualcuno, forse è stata la cena pesante, o forse è stato un leggero che è risalito fino al cielo per poi esplodere e ricoprirmi dell’idea che conteneva! 🙂

                1. Mi sono venuti in mente i meme perche’ ne ho visto qualcuno… Comunque scherzi a parte, i racconti di questo tipo, distopici e con la giusta dose di fantascienza mi piacciono proprio. Se avessi passione per la scrittura, proverei a buttarne giu’ qualcuno. 🙂 Per cui mi sta bene leggerli da te!

                  1. Beh, immagino che la tematica sia piuttosto battuta (e dibattuta) anche in ambito meme e “letterario” (volendo mettere questo raccontino in una categoria così altisonante) e quindi non mi stupisce che ci possano essere analogie.
                    Comunque, oltre che in veste di fotografa e report di viaggio (solitamente con finalità degustative) non ti ho ancora conosciuta, quindi: perché no? Ti leggerei volentieri, se ti andrà! 🙂

                    1. Io sono un umile zanzara… o meglio, un tafano(ne) che svolazza in giro a punzecchiare qua e là: diciamo che mi riesce bene infastidire la gente! 🤣
                      E poi, più gente si desta per le mie punturine, meglio è, no? 😉

                      PS: ieri sera ho cenato con po’ di lattuga e di secondo un ovetto strapazzato con un po’ di mozzarella filante sopra: mi sa che ho fatto cene più pesanti! 😛

                    2. Evvai con il distopico! Se continui prevedo un altro libro di racconti 😉💪 vai supertafano! Mantellino, occhiali da volo e via verso cronac, oddio, verso immaginifiche ambientazioni 😛👍

                      1. 🪰🪰🪰

                        Super Tafano eccolo qua…

                        🎶🎵🎶

                        Comunque sì, la raccolta di racconti distipici potrebbe arrivare, prima o poi: ok, ci ho già scritto un romanzo che ne prevede altri 3, ma questa è un’altra stroria! 😉

                      1. Eh, col fantasma sforavo in un altro genere e in realtà, nella prima stesura, c’erano parecchie differenze anche a livello contenutistico.
                        Poi ho messo il preambolo con la creazione del sistema di “restistrazione della vita” e le cose hanno iniziato a funzionare! 😉

                      2. Keep Calm & Drink Coffee

                        Terrificante e bellissimo,
                        io sono già molto spaventata dal presente in effetti, figurati.
                        Complimenti di cuore.

                          1. Keep Calm & Drink Coffee

                            Nooooooooo
                            Allora dovrò cercare Doc e la De Lorean per tornare al passato!!

                                1. Grazie mille, Luisa! <3
                                  Ho cercato di sintetizzare e creare un mood che rendesse l'idea di quello che mi stava frullando per la testa: mi fa piacere che il risultato sia degno! 🙂

                                  (mi era sfuggito il tuo commento, sorry)

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