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Sanremo 2022 – parte 1

Ieri sera, forse per la prima volta (consapevolmente) nella mia vita, ho guardato il festival di Sanremo. Ok, non ho guardato tutto tutto (finiva a un orario improponibile per una persona che vive nel mondo reale e deve andare al lavoro il giorno dopo), fermandomi quando è arrivato Raul Bova.
Stasera ripeterò l’“esperimento” guardando anche il resto dei cantanti in gara… poi non so.
Ho ascoltato tutte le 12 canzoni e l’ho fatto con un paio di cuffie serie e, in effetti, fa svoltare l’ascolto e devo dire che, tendenzialmente, sono rimasto deluso sia da certe interpretazioni, sia da certi testi, sia da certe musicalità… in alcuni casi da tutti e quanti insieme.
Di seguito riporto la classifica provvisoria stilata dagli addetti ai lavori e lascio accanto il mio personale commento.

  1. Mahmood e Blanco – Brividi. Mi è piaciuta sia l’interpretazione, sia la scelta della melodia, sia il testo della canzone. Una delle mie preferite.
  2. La Rappresentante di Lista – Ciao Ciao. Non conoscevo il gruppo, ma mi ha stupito positivamente, più per l’energia e il ritmo che per il testo in sé, che non ho trovato esaltante, anche se aveva buoni spunti. Da risentire con calma.
  3. Dargen D’amico – Dove si balla. Esce dopo i Maneskin (poi su di loro tornerò) e fa un bel po’ di casino: molto tormentone estivo, ma è un motivetto orecchiabile e fa muovere.
  4. Gianni Morandi – Apri tutte le porte. Lui sarà anche un mito, ma io l’ho trovato anacronistico: il testo non mi ha dato niente e lo stile della canzone e della cantata, molto anni ’60. Non ho apprezzato.
  5. Massimo Ranieri – Lettera al di là dal mare. Il testo di per sé e anche la melodia non erano male, anzi… peccato che l’abbia cantata lui, con una voce pallido ricordo di quella di un tempo e con delle stecche sparse qua e là. Se la ricanta meglio, magari, ha qualche possibilità in più.
  6. Noemi – Ti amo ma non lo so dire. Bella la voce, bell’intensità dell’interpretazione, ma la canzone sta nel mezzo… non mi ha stupito granché.
  7. Michele Bravi – Inverno dei Fiori. Non lo conoscevo e diciamo pure che non ne sentirò la mancanza se non lo rivedrò in giro. Canzone dal testo carino, ma nulla di più. E lui ha voluto fare troppo l’Achille Lauro… e già uno mi era bastato.
  8. Rkomi – Insuperabile. Non conoscevo neppure lui (ma non che faccia così tanto testo, eh) e mi ha stupito positivamente la sonorità del brano e anche il testo. Sono però rimasto deluso dall’interpretazione: non so se era voluta o meno, ma l’ho trovata altalenante, a volte intensa a volte piatta (mi dava l’idea stesse leggendo le istruzioni per montare un mobile dell’IKEA). Se riuscirò a capire meglio i motivi o lui sarà più intenso, potrebbe essere la mia preferita (finora).
  9. Achille Lauro feat. Harlem Gospel Choir – Domenica. Secondo me l’han chiamato solo per far spettacolo… Di cantanti non ne ho visti sul palco quando c’era lui… ed è riuscito nell’arduo compito di svilire il coro Gospel che l’accompagnava.
  10. Giusy Ferreri – Miele. Non è stata chissà quale canzone, ma dietro ad Achille Lauro di certo non me l’aspettavo.
  11. Yuman – Ora e qui. Non so se è stato un problema tecnico o una scelta, ma la sua voce era fagocitata dalla musica. Non saprei dire effettivamente cos’ha cantato, visto che non ho capito granché.
  12. Ana Mena – Duecentomila ore. Brillante, dinamica e anche piuttosto entusiasta nel cantare, ma credo che mandarla a Sanremo con un simile brano sia stato uno scherzo davvero crudele.

La serata, a parte le numerose interruzioni pubblicitarie, è comunque stata piacevole, con un Amadeus che ha saputo ben gestire la situazione e un pubblico che ha partecipato attivamente allo show.
Fiorello ha fatto il suo con intrattenimento brillante e dal ritmo molto elevato e che si è inserito alla grande nel contesto, ma c’erano pochi dubbi.
Ornella Muti decisamente sottotono, non ha offerto granché, se non qualche ricordo legato al cinema alla fine… e che voce davvero fastidiosa: ma è sempre stata così? Non mi pareva…
Gli ospiti musicali, invece, sia in studio, sia sulla nave, sono stati più che all’altezza: sui Maneskin credo sia inutile tessere altre lodi, perché sarei ripetitivo (ma su “Coraline”, mi sono davvero emozionato), mi sono piaciuti anche i Meduza con la partecipazione di Hozier e, direttamente da uno dei teatri della Costa Toscana, Colapesce e Dimartino ospiti della strana (ma simpatica) coppia Rovazzi-Berti, sempre sopra le righe nell’abbigliamento.

Direi che è stata una serata davvero interessante e sono comunque curioso di sapere cosa offre il menù di stasera…

49 commenti su “Sanremo 2022 – parte 1”

  1. Da molti anni ne guardo solo qualche pezzo, anche perche’ qui siamo un’ora avanti di nostro, quindi come orario e’ improponible. Ho spesso la radio accesa e i pezzi li sento comunque. Non si possono sfuggire. Non si puo’ sfuggire nemmeno il gossip, quindi e’ come se l’avessi visto. C’e’ senz’altro del buono e del meno buono. Personalmente mi stufa un po’ e mi chiedo come dopo tanti anni possa ancora avere tanto successo di audience, ma la cosa importante e’ mantenere il corollario di posti di lavoro dell’indotto. Buon divertimento per stasera!

    1. Sì, beh, certo: la tua analizi è molto concreta e la condivido e infatti io l’ho guardato quest’anno dopo immemore tempo (di solito ci buttavo un occhio solo alla serata finale, e nemmeno con tanto interesse).
      Quest’anno ho voluto fare questo “esperimento” e vediamo cosa ne esce. Per ora, comunque, mi sono divertito, dai! 🙂

    1. Hai ragione: dicono che capire e apprezzare un brano bisognerebbe ascoltarlo una dozzina di volte. Io, a dirla tutta, dopo un paio di volte ho già un’idea abbastanza concreta, ma di sicuro non colgo tutte le sfumature.
      Ho solo voluto provare a mettermi nei panni di un “pro” nell’ascolto, cosa che non avevo mai fatto e mi sono divertito, il che comunque è stata una cosa buona! 🙂

      1. Infatti è così. Si ascolta e si riascolta per carpire ogni sfumatura. Già dopo il 5 ascolto si ha una visione uditiva migliore, anche se quella orecchiabile arriva subito…

          1. Beh, sono arrivata a Massimo Ranieri e se ripenso a Perdere l’Amore che vinse, forse era meglio se…
            Ma gli artisti hanno sempre voglia di sfide e così si mettono in gioco, giusto, sbagliato, nessuno può dirlo, sarà il tempo a fare da giudice. Quante canzoni non si ricordano, tante, poi come dici tu arriva il tormentone estivo e anche se il testo o la musica non è un granché ha successo… 🙂

          1. In generale ho trovato anch’io il livello generale medio-basso, però qualcosa da salvare c’è stato e, forse, anche con qualche interpretazione migliorabile tolta l’emozione del debutto, si può alzare l’asticella della qualità. 🙂

              1. A me incuriosisce sempre, ma soffro molto la pubblicità e la lunghezza assurda. Secondo me dovrebbero limitarsi alle canzoni e togliere tutto quello che è in più. Fiorello non fa più ridere, per me.

                1. Non credo succederà mai che tolgano lo spettacolo a un simile programma: ormai è il suo marchio di fabbrica.

                  Sarà che Fiorello lo vedo circa una volta ogni 3-4 anni, quindi per me le battute sono nuove! 😛

                  1. Per me è un appuntamento fisso; forse perché nella mia infanzia era un momento da condividere in famiglia. Ieri ho ascoltato tutte le canzoni ma, fino ad ora, non è tra i migliori Sanremo

                    1. Dalle tue parole mi sembrava che avessi ascoltato con le mie orecchie e col mio cervello. Unica differenza: sono più critico su Rkomi che ho trovato insuperabile (o quasi) nell’incapacità vocale

                      1. ahahahha

                        Nell’esibizione dell’ultima sera (o quella delle cover?) mi è sembrato più sciolto e quindi può essere che fosse un po’ emozionato e teso.
                        Comunque saprò dare una valutazione più completa quando vedrò il video della canzone: le vibrazioni, per dirne una, nel video hanno una canzone che non ha niente a che sparitire con quella interpretata live (a mio modo di vedere indecente)

                        1. Andò meglio nella cover. Il suo brano disastroso. Il video con più prove fatte e voce “aggiustata” sarà sicuramente migliore.
                          Al suo posto, dal vivo, sarei andato meglio pure io… e questa affermazione può far intuire quanto io sia “bravo” nel canto 😄

                            1. Si, credo proprio che l’idea su Sanremo sia comune. Su questo punto non dubito. Oltretutto solo in una delle serate sono riuscito quasi ad arrivare in fondo, ma ero stremato. La serata con Drusilla che è stata capace di risvegliarmi, relegata a tarda notte nel suo intervento

                                      1. Solo per tua curiosità, questo scrissi il 3 febbraio sera su Facebook, durante la serata:
                                        #Sanremo – Quello che ha cantato Insuperabile, è stato insuperabile nella velocità di discesa in basso. Forse.
                                        Potrebbe esserci di peggio?
                                        Vedremo
                                        ——
                                        #Sanremo – Ecco “Sesso occasionale” ha superato nella corsa verso lo sprofondo il brano di prima (che ritenevo) “Insuperabile” nel peggio…
                                        Una conferma dell’inascoltabile. Le note, queste sconosciute

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