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Routine

Scritto a luglio 2020, pubblicato come anonimo, questo è uno dei miei esperimenti per capire se riesco a immedesimarmi in personaggi diversi da me: a te il responso!


Immagine da pexels.com

Non so chi me lo fa fare di passare tutte le mattine mezzora davanti allo specchio, solo per andare in ufficio, dove i colleghi spettegolano sulle altre impiegate e il capo nemmeno sa se esisto, se non quando devo chiamare qualche cliente per spostare o annullare un appuntamento. Certo, è bello, sì. Anzi: ha fascino, che è pure meglio in un certo senso, ma non mi va certo di flirtare con lui, che poi, se mi sentissi rifiutata, perderei quel poco di autostima che ancora mi resta. E diverrei lo zimbello dell’azienda.

Di certo non gli piace quell’oca della mia collega, quella che si crede ancora giovane, ma ormai ne ha quaranta suonati, anche se dice di averne trentadue. Lei sì che si trucca, quasi che fosse sempre sabato sera! Però non si accorge di cosa le dicono alle spalle gli operai e i magazzinieri. E poi dove crede di andare conciata così? Al massimo può farsi una sveltina con il commerciale di turno? Che schifo: io nemmeno a vent’anni ero così svergognata.

La cosa certa è che mi faccio bella per lui: una volta apprezzava questa mia abitudine di curare l’aspetto e sembrare qualche anno più giovane di quanto dica la carta d’identità, ma ora, invece, è come se questo trucco non funzionasse più e ai suoi occhi io resto sempre quella che esce dal letto che condividiamo, anche se ormai si può dire che è solo per dormire.

Lo faccio forse per me? No, non credo proprio: me ne starei a letto più che volentieri qualche minuto in più, ma ormai, se non passo un po’ di tempo a restaurare un volto segnato dagli anni, forse mi chiederebbero i documenti prima di entrare. E se poi il capo avesse bisogno? Ah, no: non ci provo certo io, ma non vorrei mai che lui…

Dovrei dirglielo? Dovrei fargli presente che così non si può andare avanti, con un uomo che nemmeno mi si fila più, se non quando c’è da andare accompagnati da qualche parte?

No, non credo: io faccio di tutto per tenermi quel poco che è rimasto dal mio passato, con due gambe che ancora fan girare gli uomini, ma un seno che ormai ha bisogno di un aiutino per star su. Non che lo metta in mostra, perché non è nel mio stile, ma non voglio nemmeno che riveli che i cinquanta sono già suonati da un pezzo.

Perché mi trucco? Perché resto con lui? Perché faccio tutto questo?

Sì, in effetti è solo perché cambiare non è nelle mie corde, io sono una donna che ha sempre accettato quel che ha offerto la vita, senza mai voler guardare oltre il proprio orticello, godendosi la semplicità delle piccole cose. Ora, però, quelle piccole cose si sono consumate e non resta che polvere, da nascondere sotto il tappeto di un trucco che mi fa sentire qualcosa in più di quel che sono diventata e un po’ meno banale di quel che mi son sempre sentita.

La routine mi ammazzerà di noia, forse, ma io lì mi sento sicura, mi sento in grado di operare la mia piccola magia quotidiana e alla sera, anche se lui mi rivolge a stento uno sguardo e preferisce guardarsi una partita con un bionda in mano, questo a me sta bene: in fondo non è un cattivo uomo, è solo un altro di quelli che la vita ha schiacciato sotto un macigno di nulla e che ora non è più in grado di riprendersi.

Oggi ho deciso di truccarmi meglio, di usare un po’ di rossetto rosso, un po’ di matita e forse potrei anche mettermi il tailleur, quello elegante che mi arriva appena sopra al ginocchio. E anche le scarpe, quelle col tacco più fine…

Voglio provare a dedicare una giornata a me stessa, invece che continuare a sopravvivere: non sarà un vero e proprio cambiamento, forse, ma magari, così mi potrò togliere qualche piccola soddisfazione e capire, alla fin fine, perché mi trucco.

38 commenti su “Routine”

      1. Personalmente non mi vedo in questa descrizione, ma ciò nonostante sono convinta che tu sia riuscito perfettamente nel narrare lo stato d’animo di una donna che non è più giovanissima e fa i conti con gli anni che sono passati. 8n quanto donna la quale sono, se lo avessi letto senza conoscere l’autore, avrei pensato che fosse stato scritto appunto da una donna. Sei riuscito perfettamente a calarti nei panni della protagonista!!! Bravo 👏 mi sento di affermare che il tuo “esperimento” letterario è più che ben riuscito!!! E bada, sono sempre sincera (anche troppo) nel dire o scrivere ciò che penso!!! Buona giornata 🥀

        1. Non mi piace che mi si dica quello che è bello sentirsi dire, se non è vero: preferisco una bella strigliata (ovviamente argomentata e giustificata) a un’incensata per coprire il puzzo delle cose che non van bene… 🙂

          PS: sei uscita ancora come anonimia, e quindi da autorizzare, maledetto “opera”

          1. Mannaggia!!! Non pre0ccuparti con jme non ci sono problemi, semmai dovesse jon 0iac34m8nun qualcosa d3lle tue narrazioni, stai pur certo che lo farò presente non sono capace a mentire neanche dietro a uno schermo!!!

            1. Lei è il perfetto contrario di me, ma non voglio fare un confronto, quindi ti dico che ci sei riuscito, hai ben delineato la donna che ho “visto”, sei un uomo che sa guardare le donne…

                1. Keep Calm & Drink Coffee

                  Io non faccio testo perché il mio punto di vista è fuori contesto nel senso che mi sento sempre e comunque “diversa.”
                  Credo che mettersi nei panni di qualcun altro sia difficilissimo a prescindere.
                  Non si può giudicare, secondo me, perché non c’è un modo giusto in assoluto, ma calcola che questo è solo il mio modestissimo parere.
                  Sicuramente la lettura porta nei pensieri e nello stato d’animo del tuo personaggio, per cui l’obiettivo è centrato.
                  Come sempre complimenti!

                2. In teoria, abbiamo una parte maschile e femminile nell’animo e decidiamo quale sviluppare di più. La storia non mi rappresenta, perché non sono una che si trucca e si imbelletta: sempre stata così, ma il personaggio femminile c’è tutto!🎩

                  1. Sì, credo anch’io che ci siano entrambe e che vadano conosciute, comprese e tenute da conto.
                    Se poi quello porta anche a una verosimiglianza in quel che scrivo, tanto di guadagnato, ma non è così fondamentale, quanto cercare di capirsi appieno.

                    Grazie! 🙂

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