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Il faccendiere sentimentale

Altro racconto ispirato da tante storie, tante sensazioni… e quindi buttato giù d’un fiato. Anche qui la storia è cambiata man mano che la scrivevo, ma credo che ormai non sia una novità.
Inizialmente avevo pensato di pubblicarlo sabato mattina, ma quale miglior momento di San Valentino per parlare di… beh, forse era meglio sabato, ma ormai la frittata è fatta!


Immagine da pexels.com

John è un bell’uomo, uno di quelli che appena li vedi ti vien da sorridere e rispondere educatamente al saluto e alla stretta di mano. Chiaro, non a tutti può piacere, come è sempre stato e sempre sarà, ma in generale posso dire che ha fascino da vendere, in questo momento.
John vive nella City e fa il broker, come si usa dire adesso; in realtà non lavora in borsa e non ci capisce nemmeno troppo di finanza, come si è tentati di credere, ma fa comunque affari: a volte si tratta di banali compravendite, a volte vere e proprie imprese di intermediazione, che gli hanno procurato una certa fama e notorietà. E anche una certa disponibilità finanziaria. Frequenta i posti più in di tutta la città, le persone in vista lo salutano e non ha certo problemi a rompere il ghiaccio con le tante signorine che gli ronzano attorno attratte come mosche dal miele. E, diciamocela tutta, la maggior parte di loro potrebbero essere figlie sue.
Lui ci gioca, le fa ridere, butta lì delle frasi profonde e poi aspetta che loro dicano «Oh!» e quindi, abbassando lo sguardo col suo fare umile ed esibendo un sorriso che di modesto ha solo il nome, cita qualche nome importante, un guru di chissà quale angolo dell’India o, semplicemente, dice che è la vita che gliel’ha fatto imparare.
Solitamente John crede solo alla metà di quello che gli viene detto, mentre per l’altra parte se ne frega bellamente, perché lui non è lì per ricevere, ma per dare: sì, lui ha tanto da dare, specie se “spettacolo” è il concetto che più s’avvicina alla situazione.
John, però, non è cattivo: è solo immaturo, direbbe qualcuno, ovvero incapace d’amare, come potrebbero dire alcune di quelle che l’hanno frequentato per più tempo. Sì, è riuscito frequentare qualche persona anche per alcune settimane: quasi da non credere!
Lui non è cattivo e, sebbene in fondo, in fondo credo che sappia che sta giocando con i sentimenti delle persone, è mosso dalle intenzioni più pure: prende le situazioni tra le mani, le valuta, le sistema in bella vista e poi ci gira attorno, facendone una stima; poi fa un’offerta, magari allettante, di voler conoscere meglio il pezzo, vederlo e fors’anche viverlo per apprezzarlo di più.
Spesso, purtroppo, chi mette sul tavolo se stesso subisce il fascino di John e quindi crede alle sue intenzioni, che non sono mai cattive, come ho già detto, ma sono sempre mere illusioni: il malcapitato (sì, perché John avrà anche tanti difetti, ma non è sessuofobo, lui bada al sodo) che finisce nella sua rete è convinto di essere una sirena ammaliatrice, mentre in realtà è solo un pesce con un corpo da umano. E di solito se ne rende conto troppo tardi, perché quando crede di aver trovato la persona giusta e gli dona tutto di sé, corpo e anima, è solo allora che capisce. E di solito fa un male cane.
Sì, capisce che quel che ha dato e avuto è stata solo una transazione, che quello che si trova davanti non è un uomo, ma un faccendiere sentimentale che si serve di quello che sa fare meglio: trattare, concludere un affare e ricavarne un utile.
Non mi stancherò mai di ripeterlo che lui, John, non lo fa per cattiveria, non è un gioco, non è voglia di divertimento, ma solo incapacità di andare avanti, di fare quel passo in più. Lui, intimamente, crede davvero che tutte le volte riuscirà a ottenere quel qualcosa in più, ma non ne cava mai un ragno dal buco e sai perché? Perché ha messo una barriera dentro di sé: “oltre questo punto, non puoi andare”. È questo che sembra voler dire a chi si avventura nel suo intimo.
Chissà, perché poi, ha tutta questa paura…
Beh, a dir la verità, io un’idea ce l’ho: John è stato ferito, anche se non l’ammetterà mai.
E sono stata io a farlo.
Eravamo ancora giovani, lui era cotto di me, ma io non potevo dargli tutto quel che voleva: in realtà non potevo dargli quasi niente, ma lui insisteva, ha fatto di tutto e alla fine io sono sparita dalla sua vita di punto in bianco, perché stava diventando troppo invadente, troppo provocante, troppo… forse iniziavo persino a infatuarmi di lui, ma non potevo. Avevo già un marito, una carriera e tante altre cose a cui non volevo rinunciare. E lui, sì: al tempo era uno sbarbatello dalla faccia tosta e con un bel visino, ma non era l’uomo della mia vita. Era stato un’avventura e nulla più, per me.
A saperlo prima…

Ieri sera l’ho visto, era in un locale del centro: sono passata davanti alla vetrata e lui ha incrociato il mio sguardo. È sbiancato, ha smesso di parlare con le tre ochette che gli stavano attorno, supplicanti di sentire quel che stava dicendo loro e nemmeno si sono accorte che lui aveva la testa altrove.
Ho accelerato il passo, ma subito dopo ho sentito la porta alle mie spalle e lui che chiamava il mio nome: sembrava triste, dalla voce, ma io non mi sono girata. Ormai, per colpa mia, non sa più amare e io, anche se l’ho pensato a lungo, anche quando mio marito era ancora vivo, non ho più avuto il coraggio di tornare da lui e scusarmi.
E ora ho paura che quel che gli ho fatto, mi impedirebbe di essere felice con lui: meglio non rischiare, questo mi ha insegnato la mia vita…


E come accadeva un tempo, la (mica tanto) premiata ditta CN*-AG torna a colpire con un brano associato al testo.

Renato Zero – Mi Vendo

*Camelia Nina

89 commenti su “Il faccendiere sentimentale”

      1. Buono.. o meglio buono per come è scritto.. cioè, è scritto benissimo, trama bella, tutto wuau.. mi dispiace per quel poveretto col cuore spezzato che si è trasformato in un dongiovanni.

                1. Ad ogni problema una soluzione: diciamo… sì, quattro guardie del corpo a proteggerti, una per lato, una davanti e una dietro. Nessuno oserà avvicinarsi e se qualcuno t’infastidisce ci pensano loro a rimetterlo al proprio posto, 😝.

                        1. Secondo me si annoia. Non è un problema di delusione, ma di scelta della conquista: è più facile, per lui, sedurre donne fatte tutte nello stesso modo e più giovani. Queste ragazze non hanno ancora la maturità per non abboccare. Misurarsi con una donna coetanea e con un bagaglio di esperienza maggiore, lo farebbe capitolare.

                                      1. Eh, quando mi butto sui racconti, mi fa questo effetto: dove inizio, più o meno lo so… dove finisco? Chissenefrega: intanto facciamo questo pezzetto di strada insieme ai personaggi! 😉

                                          1. Beh, con un po’ di pratica vedrai che ti viene più facile… e poi lasciati andare: non curarti della storia, concentratiti sui personaggi e vedrai che le cose si sistemano! 😉

                                            1. Non so scrivere storie brevi. Io devo scrivere dei veri e propri tomi. Lo so, gli esercizi di scrittura servono e tanto, ma non riesco proprio. Sono rimasta incantata alle superiori da una rappresentazione di “sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello e quello mi ha fregato!😁

                                                1. No, ma il concetto di base della loro ricerca, di questi personaggi che vagano, mi ricordano i miei: storie intrecciate e personalità difficili…il brodo si allunga di parecchio!🤣

                                                  1. Complimenti!!! Un bellissimo racconto il quale ho trovato molto profondo. Sto I 9arando adesso a conoscerti nei 5uou letterari e devo dire, che sai calarti molto bene nei protagonisti che descrivi e altrettanto bene sai trasmettere le emotività che racconti oserei dire in maniera quasi palpabile!!!

                                                    1. Grazie mille, Luisa. So che non è esattamente in linea con l’idea di S. Valentino, ma io non mi sono mai fermato davanti a queste piccolezze… 😛

                                                      Volevo dare il mio contributo alla giornata e, possibilmente, farlo in maniera originale e realistica. E se ci sono riuscito, allora sono contento di quel che ho scritto! 🙂

                                                                  1. Anche questo è San valentino! sempre sentimenti sono.
                                                                    A Jhon la scusa dell’amore infranto fa comodo…attraversa la vita senza troppe complicazioni.
                                                                    Tu lo hai creato, ma nella realtà ne esistono eccome!
                                                                    Apprezzato molto 😉

                                                                  2. È meno di fantasia e molto più reale di quello che pensi. Anche tra le donne. Non credo sia immaturo. È bloccato. Impaurito. Molto bello il racconto.

                                                                                    Rispondi

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