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Ehi, tu!

Questo lo scrivevo circa un anno fa (il 12 febbraio, per la precisione). Perché? Cosa avevo in mente? Cosa mi ha spinto a mettere tutta ‘sto dialogo nero su bianco?
Non lo so, però c’ho ragione… ehm… mi diverte rileggerlo e non capirci molto.
Ok, allora devo dire che è parecchio autobiagrafico…

Buona lettura.


Immagine da pexels.com

«Ehi, ciao: quanto tempo!»
«Già, ne è passato un bel po’ dall’ultima volta che ci siamo sentiti: come va?»
«Devo essere sincero? Non bene, anzi: male.»
«Perché? Che è successo?»
«Ma sì, le solite cose, tu hai delle idee, ti fai dei progetti e provi a metterli in piedi, ma poi basta un attimo e tutto crolla come un castello…»
«… un castello di carte, sì ho presente. A chi non è capitato?»
«Sì, lo so: immagino… Però a me sta sui maroni ‘sta cosa del non riuscire a fare quel che si vorrebbe, sai?»
«Beh, anche in questo caso come darti torto? Però ti assicuro che non capita solo a te.»
«Anche tu ci sei passato?»
«Macché passato: io ci son dentro fino al collo! Mi vien da ridere a quanto sono scemo nell’ostinarmi ancora a credere che la vita si adatti alle mie esigenze.»
«E come fai a essere felice? Dove la trovi quella forza di sorridere?»
«E perché mai dovrei essere triste? O incazzato?»
«Beh, se pensi che la vita continui a…»
«La vita è: punto! Se passassi il tempo a essere incazzato o triste cos’avrei risolto? Niente, proprio niente.»
«In effetti…»
«Fidati, è così! Ti succede qualcosa di brutto? Tu incassa il colpo e poi fai quel che ti pare, tanto…»
«… tanto non cambia niente, giusto?»
«Esatto! E almeno non ti fai il sangue amaro per niente, che già quel che è non aiuta, se poi ti ci metti tu stesso a farti del male da solo, che cosa ne ricavi?»
«Niente!»
«Esatto, un bel niente!»
«E allora, visto che siamo d’accordo…»
«Chi ha detto che siamo d’accordo? Nel momento stesso in cui tu imparerai a star bene con te stesso, vedrai che allora ti sentirai in colpa.»
«In colpa?»
«Certo, è proprio quello il bello!»
«Sentirsi in colpa è bello?»
«Eccome! Ti fa sentire vivo perché hai fatto qualcosa, anzi, sei stato. E perciò ti sembra brutto essere uscito allo scoperto e aver fatto una cosa. Una cosa qualsiasi.»
«Ma come? Dovrei sentirmi in colpa per ogni cosa che faccio?»
«Ovvio, ma più la cosa è grossa, più è difficile che accada: è nelle cose piccole che ci flagelliamo di più, non credi?»
«Beh, sì, se la combini grossa, magari ti esalti pure e…»
«Visto che capisci? Sarai anche scemo, ma se ti ci applichi, ci arrivi.»
«E quindi?»
«Come non detto… Beh, quindi fai le cose in grande, non pensarci troppo e vedrai che la vita ti sorriderà.»
«Ma sei hai detto che la vita fa…»
«… quel che gli pare? Certo, ma tu devi fare la tua, non quella che pare a qualcun altro. E tu sembra stia facendo così.»
«Forse ho capito, sai?»
«Non credo, invece.»
«E perché?»
«Perché se tu ci hai capito qualcosa, allora significa che non hai ascoltato, ma ti sei solo immaginato le cose.»
«Ma mi stai prendendo per il culo, per caso?»
«Non sono io a farlo, ma tu stesso. E ora datti una svegliata: questo è solo un sogno e ci sei solo tu.»
«E come faccio ad aver torto con me stesso?»
«Perché sei scemo, l’hai detto tu stesso. E ora vattene: hai già fatto fin troppi danni, perciò non tornare finché…»
«… finché non ricapiterà di nuovo, razza di idiota!»
«Ecco, allora qualcosa la capisci, visto?»

35 commenti su “Ehi, tu!”

            1. io invece ho finito di scrivere un miniracconto, come al solito un mix tra fanfiction e racconto autonomo 🙂
              sto aspettando i responsi dei betareader

              1. Perchè domandarsi come mai l’hai scritto?
                Ormai è fatto….forse chi ama scrivere non ha bisogno di un perchè.
                E poi è nero su bianco (neanche a farlo apposta…), avevi bisogno di te stesso e di sciogliere un nodo che forse non sapevi da dove arrivava, o se lo spevi ne volevi essere certo…
                Anche io mi sono incasinata 😀

              2. creatoridimondinet

                Alessandro, le lotte interiori ci sono ogni giorno, a volte, non ti lasciano andare nenache un attimo. Domande e risposte…un continuo dialogo con il proprio io. Mi sei piaciuto in questo racconto introspettivo.

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