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Latinorum: Memento mori

Poesia scritta a settembre/ottobre del 2020.
Oggi mi torna alla mente e così la condivido.


immagine da pexlels.com

Punto,
piccolo e intoccabile,
segno lapidario
di una fine ormai certa.
Nemmeno la croce,
così secca,
dolore evocato,
simbolo ancestrale,
raggiunge il concetto
che il tuo essere esprime.

Ma poi?
Tu sempre concludi,
non lasci alcun dubbio.
Memento d’un confine,
da non valicare.

La speranza trattieni,
al di qua della soglia:
un altro periodo
sarà da venire?
Vuol dire andar oltre,
vuol dir ripartire,
ma non pria di
morire.

41 commenti su “Latinorum: Memento mori”

    1. In realtà io “nasco” come poeta, ma poi mi riciclo come narratore! 😅
      Vale internet come navigatore?
      Ma poi manca la parte “santo”: su quella ho parecchio da lavorare! 🤣

      Grazie gruppo di supporto g.l.: è un piacere essere uno dei vostri! 😛

      PS: e grazie a te, mi fa piacere che ti abbia dato qualche emozione! 🙂

      1. 😅😅😅
        Il gruppo di supporto per ora è molto risicato, ma troveremo adepti…🙏
        Io leggo solo robe che mi trasmettono qualcosa. Quindi, grazie a te!😉

                      1. Decisamente sì. Quindi speriamo di sbagliarci nel pensare che questa guerra durerà ancora a lungo. Sarebbe bello, svegliarsi domani mattina, e sentire che i russi si sono ritirati e che la guerra è finalmente finita.

                        1. Grazie mille, Giusy! Di tanto in tanto mi diletto (ora è un po’ che non “poeto”, a dire il vero), però fa sempre piacere riuscire a cavare qualcosa di interessante da questa mia testolina bacata! 😉

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