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I padroni del mondo

Piccolo raccontino, nato con tutt’altro titolo e tutt’altro intento, ma, si sa, in mano mia le idee cambiano spesso forma… sulla sostanza non so dire, ma credo che quella sia rimasta pressoché inalterata.

Buona lettura!


Immagine da pexels.com

C’era voluto tanto, troppo per farli sedere uno di fronte all’altro: lui era a un capo del tavolo, con la sua faccia seria e intrisa di un’austerità d’altri tempi; lei era dall’altra parte, con lo sguardo tagliente e gli occhi da predatrice.
Si erano scambiati dei messaggi, certo, ma non erano mai arrivati a incontrarsi negli ultimi tempi e ciò aveva reso il rapporto ancor più teso: ora erano lì, uno di fronte all’altra, e solo una mezza dozzina di passi li separava.
Nel giardino antistante, una nutrita schiera di persone, sui volti dei quali si scorgeva l’ascendenza dell’uno o dell’altro degli interlocutori… o di entrambi, fingevano di conversare gli uni con gli altri, ma tenevano le orecchie ben tese a quel che succedeva a poca distanza. Sorbivano dai loro bicchieri un liquido ambrato, servito da coppieri che mescevano da coppe d’antica fattura.
Il tempo pareva essersi fermato e nessuno dei due interlocutori seduti al tavolo apriva bocca: lei si passava le dita tra i capelli lunghi e leggermente ondulati; lui si carezzava la barba folta e ben curata.
«Perché l’hai fatto?» fu lei a prendere la parola, mostrando i denti a quello che gli era marito «Lo sai che…»
«Sono io a comandare, qui!» la interruppe lui, sbattendo il pugno sul tavolo, tanto da far sussultare sia i bicchieri posti di fronte a loro, e il giovinetto che li stava empiendo «E l’ho fatto perché potevo. Perché è quello che volevo. Perché io…»
«Devo anche chiamarti dio, maritino mio?» il sorriso che si allargò sulle labbra della donna fece correre un brivido lungo la schiena di tutti i presenti e lui rimase con la bocca socchiusa e si lasciò andare contro lo schienale di quello che pareva più un trono che una semplice sedia «La voi smettere di giocare a quello che non sei più? Sei solo un modello vecchio, superato.» sbuffò e guardò oltre le colonne che sancivano il confine della loro dimora; più avanti, oltre il giardino, si scorgeva appena la città, nella piana sottostante, e la vita che la animava era molto diversa da quella che ricordavano.
«Io, qui, sono…» ma si interruppe, quando la vide incrociare le braccia al petto, a sostenere i seni ancora floridi nonostante l’età: scosse la testa e sospirò «Dimmi: cosa ci è capitato?»
Lo sguardo della donna si rilassò «Ci sentivamo dei: eravamo così forti, giovani e possenti, mentre ora…» sospirò e guardò la progenie che aveva interrotto il brusio dei loro discorsi «Forse lo eravamo sul serio, ma ora il mondo è andato avanti. Forse abbiamo sbagliato anche noi, ma non abbiamo più modo di riparare al danno.» si alzò e andò a fianco dell’uomo, che borbottava a testa bassa dall’altro lato del tavolo «Sai che se vuoi potremmo…»
«No, non possiamo, invece!» lui rialzò lo sguardo e la fissò dritta negli occhi «Ci ho provato, in mille maniere, con tutte le energie che ho ancora. Eppure…» scosse di nuovo la testa «Siamo rimasti fuori da questo mondo, forse per sempre: non dipende più da noi.»
Era abbracciò Zeus e tutti gli altri dèi entrarono nel tempio, a testa bassa e con lo sguardo mesto.

67 commenti su “I padroni del mondo”

            1. Io ho un avanzo di trippa, anche se di solito è al sabato, non al venerdì.

              E qui è sereno, ma fosco. Ma di acqua non se ne vede, g.l.c.n.f.p.*

              *che non fa piovere 😛

                    1. Caspita, che finale! Ammetto che, malgrado l’immagine, non avrei mai pensato ad un incontro tra Era e Zeus. Sei una fonte inesauribile di sorprese, bravissimo Ale, 👏👏👏👏!

                        1. Assolutamente sì Ale: i tuoi racconti sanno sorprendere chi legge (almeno per quanto mi riguarda,😉) perché ci si fa un propria idea su come potrebbe essere andando avanti nel,a lettura, convinti che sarà così fino alla fine, e poi… bam! tutto viene capovolto. Questo è un vero talento! 👍

                        2. Molto bello bravo e soprattutto per il finale, non avrei mai immaginato che fosse un racconto fantasy ispirato a un incontro degli Dei, credevo fosse dei nostri tempi nonostante l’immagine che non vi ho dato all’inizio molto peso, soltanto alla fine del racconto l’ho compresa 😌 Dei tuoi racconti rimango sempre sbalordita dal finale, sai davvero sorprendere!!!

                          1. Ti svelo un segreto: inizialmente era nato come il racconto di un “vertice” dei nostri giorni, ma poi la storia mi ha portato altrove… e quindi è giusto che tu abbia colto anche altro! 😉

                            PS Grazie! 🙂

                            1. Difatti all’inizio della lettura pensavo che il racconto fosse ispirato e descritto sui personaggi governativi di oggigiorno, puoi ben comprendere che sorpresa sia stato per me il finale!!! 😊

                                1. 😉 È la prima volta da quando ti commento che trovo la tua risposta nelle notifiche, miracolo!!! 😊 Speriamo che continui così Wp perchè ogni volta entrare sul tuo blog per vedere le risposte, un pò impegnativo soprattutto il ricordarmi e difatti sono sempre in ritardo con le risposte e con i like 😌

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