Vai al contenuto

La mia creatura

Questo raccontino è nato una settimana fa, come possibile chiosa (o in qualsiasi altro punto fosse necessario) di un libro che ho avuto il piacere e l’onore di leggere in anteprima (ovviamente potrebbero esserci altri aggiustamenti e revisioni, quindi lo rileggerò e cercherò pure di capire meglio quello che dice… quello che sarebbe meglio dire); tuttavia non sono entrato nel mood giusto e ho voluto, col mio scrivere, usare una prospettiva che non dava continuità allo scritto, quindi, pur avendo apprezzato quanto proposto, non se n’è fatto nulla.
Non sto a tirarla per le lunghe e ti lascio leggere il testo: a fine brano ti dirò di più…


Immagine da pexlels.com

Nacque così, in una notte buia e tempestosa come la pece, ma non fu quello che ci si aspettava: era molto, molto più bello di quanto mi sarei mai immaginato!
Sì, meglio di qualsiasi altra cosa avesse mai visto la luce, anche nella tenebra senza luna e senza stelle, nell’oscurità che si prospettava di lì a poco e in un certo qual modo già si proiettava sul mondo intero.
L’orologio scandiva lo spazio tra due istanti consecutivi e sembrava essersi fermato anche l’avanzare della Terra nella sua rotazione isterica lungo quell’eclittica, forma imperfetta, frutto dello schiacciamento del tempo, quando il mondo vide la mia creatura in tutto il suo splendore.
Ma cosa sto dicendo? Lui era una lei e io nemmeno me n’ero avveduto: mi guardava con quelle sfumature scure sull’incarnato bianco come un cencio, ma era bellissima: sì, bellissima e forte.
Sembrava già urlare la rivoluzione che avrebbe portato con sé nel mondo con la sua voce forte e possente, a zittire chiunque le si fosse parato dinnanzi.
Attorno a me c’erano anche gli altri, soci… amici… fratelli dell’ordine che avrebbe portato nel mondo qualcosa di nuovo: la guardavano e annuivano, soddisfatti di quel miracolo divinamente terreno che era venuto al mondo; qualcuno, forse, era ancora scettico sul fatto che sarebbe stata lei l’eletta, il fondamento attraverso il quale l’umanità tutta sarebbe cambiata, ma quando l’ebbero tutti tra le mani per comprenderla meglio, al solo sguardo, si rassegnarono all’evidenza della potenza che emanava in ogni suo vagito di novella nata.
Non era da presentare subito al mondo, perché questo avrebbe creato paure, forse, e incapacità di comprendere il potenziale che era in lei: c’era bisogno di preparare la gente a quello che sarebbe stato.
No, non a quello che avrebbe fatto, ma per il semplice fatto che i popoli non comprendono mai appieno le novità se non vengono loro spiegate.
E così facemmo, l’accudimmo, la facemmo crescere, la plasmammo con la nostra volontà di gran signori su questa terra e così lei divenne forte e salda nei suoi principi. Nei nostri prìncipi e princìpi.
E così venne il tempo del suo debutto in società: fu presentata nei saloni della buona società, nelle aule più rappresentative di fronte ai governanti influenti e anche gli scienziati notori ne apprezzarono la bellezza estaticamente avvolgente. Così entrò nei circoli più esclusivi, le sue parole passavano di bocca in bocca tra quanti contavano e alla fine tutti si innamorarono di lei.
Tutti… o quasi: gli ottusi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma io sono un padre affettuoso e troverò sempre una parola per difendere la mia piccina da ogni maldicenza e saprò riferire davanti a chiunque quel che lei aveva in mente di dire, anche quando questo era interpretato in maniera errata, così sarà libera da ogni onta di calunnia, che non merita, perché lei è destinata a divenire la nuova regina di questo mondo: un mondo nuovo, con un ordine nuovo e un potere che nessuno riuscirà più a scalfire.

Solo una cosa mi preme infine ricordarti: nel lungo periodo, siamo tutti morti.


Il testo ha l’intento di essere una celebrazione-volutamente-distorta dell’opera di John Maynard Keynes, autore della celebrata Teoria Generale della moderna macroeconomia, ma che nelle pagine lette viene appunto messo sotto la luce diversa: non più celebrato com’è solitamente, ma indicato come una delle cause dei problemi economici mondiali a partire dal secolo scorso.

Più d’una volta vengono celebrati dei veri e propri “mostri” facendoli passare per eroi, perché la cultura ce li dipinge così, ma a volte basterebbe guardare un po’ di fianco, dietro, dall’alto o da qualsiasi altra direzione che non sia l’inquadratura filtrata che ci propone il pensiero della massa (o di chi controlla la massa) e si vedrebbe ben altro.

65 commenti su “La mia creatura”

        1. Keep Calm & Drink Coffee

          Il testo è fantastico, e la conclusione merita una standing ovation.
          Io sono davvero grata quando leggo queste cose, perché significa che c’è speranza.
          GRAZIE!

            1. Beh, io quando penso all’isteria della Borsa, alle agenzie di rating eccetera penso che è una mostruosità quello che il genere umano ha creato.

                  1. SabineStuartDeChevalier

                    Credo che per correttezza si dovrebbe esplicitare che la citazione finale è di John Maynard Kenes e che, purtroppo, la sua teoria economica è la causa della crisi.

                    Altroché…

                      1. SabineStuartDeChevalier

                        Si, hai ragione, ma a nessuno verrebbe in mente di cercare l’autore della citazione…
                        Sai quanta gente, prima che Pooteen glielo facesse notare, ignorava addirittura la posizione geografica dell’Ucraina?

                        Anzi, credo che anche adesso facciano fatica.

                        Alcuni li devi proprio imboccare.

                        Per altri, invece, non c’è speranza alcuna.

                        1. Sarà che sono un eletto: giocando a Risiko, ho sempre saputo dov’era… in Europa, vicino agli Urali! 😛

                          Detto ciò, sai già come la penso e come intendo operare: se qualcuno ha dubbi o curiosità, rispondo (per quel poco che so); in caso contrario, non si può “obbligare” a comprendere.

                          1. SabineStuartDeChevalier

                            Purtroppo non si può.
                            🤣😂🤣😂🤣😂🤣
                            Ma tranquillo, la Vita è la migliore insegnante.
                            Per questo dico io, meglio darsi da fare prima che Lei venga a correggerci coi suoi metodi poco dolci…

                            Poi chiaro, ognuno è libero di continuare a soffrire come e quanto vuole.

                            Però c’è da domandarsi: una persona *ignorante* o *incosciente* è libera?

                            Tu faresti solo un lavoro di aiuto, altroché, anche se a molti non piace perché odiano dover comprendere di essere Ignoranti.

                            (Come TUTTI d’altronde!)

                              1. SabineStuartDeChevalier

                                Ah, no, ma mi viene senza sforzi… 🤣😂🤣😂⭐

                                      1. Non conoscendo la fonte dell’ispirazione sono andata a leggere chi fosse. Non capisco molto di economia, ma il tuo brano è molto coinvolgente anche se lo estrapoli dalla partenza. Potrebbe acclimatarsi in molti ambiti. Bello!
                                        A proposito di economia…è sempre colpa…😉

                                        1. Non sono nemmeno io una cima in quel settore, ma in effetti è una leva importante e, come noterai, è l’argomento pressoché unico attraverso cui prendere decisioni… Quindi come mai si è arrivati a certi livelli? Beh, il “tipo” è una delle fonti dell’economia come la intendiamo oggigiorno, quindi ha le sue responsabilità… anche perché le ha piegate alle esigenze dei g.l. (plurale).

                                          1. Per me, ciò che ha distrutto ogni forma di umanità è stata la globalizzazione e la caduta del muro di Berlino…così, a sentimento…

                                                                  1. Fantastico Alex!!! Hai parlato sotto forma di racconto di un tema davvero complesso e del quale condivido appieno che sia la causa principale dello sfacello!!!

                                                                  2. L’economia è un argomento difficile per molti. Comunque un testo scritto molto bene. Complimenti!

Rispondi a Alessandro Gianesini Annulla risposta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: