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La fenice

La poesia è di giugno 2020, ma la storia è molto più antica e il tatuaggio risale alla data odierna… nel 2013.
E niente: cete cose restano attuali.


Immagine personale (del polpaccio destro)

Voglio essere fragile,
per andar in frantumi
e perdere i pezzi
della scorza colpita.

Voglio esser strappato,
per veder se all’interno,
lacerata la pelle,
c’è qualcosa di bello.

Voglio essere debole,
per poter affermare
che se ora non vinco,
non vuol dir che non valgo.

Voglio esser distrutto,
per poter riplasmare,
la materia mia informe
in qualcosa di meglio.

58 commenti su “La fenice”

      1. ti dirò che la fragilità a volte aiuta molto, riesci a guardarti meglio dentro e se vai in frantimi hai la possibilità di rimettere in ordine i cocci o di comparre un vaso nuovo! bella sì

      2. Keep Calm & Drink Coffee

        Molto bello il tatuaggio: complimenti.
        E ammirevole anche il desiderio di fragilità, contrapposto al diffuso modo di mostrare invece la forza, che si manifesta sotto molteplici forme.

          1. È vero, ma non è così. Le persone forti sono quelle che sanno chiedere aiuto e comunque nessuno è indistruttibile.

          2. Ciao Alessandro, mi è piaciuto molto…….sai San Paolo diceva: ” È quando sono forte che sono debole, è quando sono debole che sono forte.” Comunque, di fatto, i momenti bui fanno parte della vita, come le rinascite! 😁😃😛

            1. Sì, quando sei debole, alla fine, riesci a riconoscere i tuoi difetti (e anche i tuoi pregi) e quindi a farne una nuova pietra angolare per riedificare te stesso! 🙂

              Grazie, Valy! 🤗

              1. Cadere per poi rialzarsi ancora più forti, non avere paura di nascondere la propria fragilità né vergognarsene. Anche chi si dimostra forte ha il suo lato debole, solo che ci si vergogna a mostrarlo per paura di essere ritenuti delle persone deboli. Per fortuna che esistono persone che se ne fregano dei giudizi della gente e non hanno paura a mostrare la loro parte fragile. Complimenti per la poesia Ale, 👏👏👏.
                E che bello il tatuaggio, 🤩🤩🤩!

                1. Grazie, Ele! 🙂
                  Il tatuaggio è una parte imporante di me: ci ha messo un po’ a risorgere, ma alla fine credo ce l’abbia fatta! 😉
                  E sì, concordo che il voler nascondere la fragilità a tutti i costi, in fondo, non è altro che fragilità, non di certo forza. 🙂

                  1. Un ottimo insegnamento da tenere sempre a mente: anche se ci si sente fragili c’è sempre il tempo per risorgere… e tu ce l’hai fatta, 😀!

                      1. Si potrebbe provare a crearsi un proprio mantra del tipo: “Ce l’ho fatta la volta scorsa, ce la posso fare anche questa volta” e ripeterselo: sarà quell’input in più per non mollare e guardare al futuro come a qualcosa che è ancora tutto da scoprire e da vivere giorno dopo giorno, perché ogni giorno, ogni singolo giorno può riservare sempre delle bellissime sorprese, 😉

                              1. Debole, fragile, distrutta… mi sento così, quindi vorrei essere già adesso l’opposto.

                              2. Molto introspettiva, a leggerla fa riflettere e molto anche!!! Anche la fragilità ci vuole e tutti lo siamo un pò ed è bene così, perchè è proorio la nostra fragilità che ci aiuta a volere emergere dai periodi bui della vita!!!

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