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La parola misteriosa (5)

5. Costanza (shio76)

immagine da pexels.com

Lo ammetto: la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il lago omonimo, il che è davvero bizzarro, visto che né l’ho mai visto, né sono famoso per la mia attitudine agli studi geografici.
Costanza, sì, quello che comunemente è considerato un pregio, vale a dire la capacità di mantenere determinate caratteristiche o attitudini, in realtà deriva dal latino (ebbene sì, è vero pure questo) stare fermo.
Stare fermi è davvero una cosa buona? Io non ne sono affatto convinto e qualcuno (tale Eraclito da Efeso: mi raccomando, con una sola “s”) era proprio dell’idea opposta, ovvero che tutto cambia (“Panta Rei”, detto alla sua maniera); in realtà, tuttavia, la Costanza doveva essere una società sportiva di un certo rilievo, perché aveva anche la sua quota di supporters e tra questi si annovera tale Parmenide (di Elea, per la cronaca… sempre sportiva) che invece vedeva nella Costanza, che lui chiamava Essere (sarà stato un genio in filosofia, ma in fantasia era parecchio deficitario e le sue pagelle parlano chiaro) e che incarnava l’essenza stessa della Costanza, nel tempo e nello spazio.
No, no: questo angolino linguaggiologo non si trasformerà in uno spazio dedicato alla filosofia, quindi torniamo alla nostra amata (?) parola e vediamo come Costanza si sia evoluto anche come nome proprio: che senso ha? Come si può fare un nome così pesante e immutabile a una ragazzina? Non lo sai che poi passerà per l’adolescenza e questa immutabilità sarà valida solo per qualche secondo?

C’è anche da dire che Costanza (proprio ricollegandosi al nome del lago) ha un suono teutonico (traducibile con “tedesco”, per i diversamente parlanti l’idioma italico) e anche il significato che ha assunto di linearità nel portare avanti i progetti è sicuramente dovuto a questa sua caratteristica.

Va bene, oggi sono stato fin troppo serio (e anche un po’ serioso), ma a questo punto ci vuole il giusto brano per stemperare la mia… Costanza?
Sia mai: io non ne faccio uso da parecchio tempo. E molti dicano faccia male al pensiero.
Mi raccomando: ti voglio costantemente immobile nel ballare!

Dargen D’Amico – Dove Si Balla

Pà para-rà Pararà pa-pà

39 commenti su “La parola misteriosa (5)”

  1. Tanto per riaffermare la mia anima romantica, la prima cosa che mi fa venire in mente Costanza è la fanciulla di cui s’innamora D’Artagnan…

        1. Io avrei voluto chiamare mia figlia Costanza, poi credo che le avrei dato un nome diverso. Ad ogni modo, non si è posto il problema. La costanza è una bella dote e tanto per rimanere in tema, è presente nell’attuale indirizzo dei miei genitori.
          Comunque devo darti atto che il tuo angolino linguaggiologo è davvero impareggiabile! Ciao 😃

        2. Co e sempre fantastico Alex!!! La costanza alle volte occorre anzi è necessaria per ottenere certi risultati come da studenti e poi dal punto di vista lavorativo. Di per sé la parola è tanta roba, mentre usata come nome proorio di persona beh non ho parole chiamare una bimba Costanza 😌 e Parella quando crescerà e magari ironia della sorte da adulta potrebbe rivelarsi la persona più incostante del mondo 😊

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