Vai al contenuto

La parola misteriosa (6)

6. Parafrasare (Nemesys)

immagine da pexels.com

Nel corso degli ultimi decenni, fare delle Parafrasi (o, appunto, Parafrasare) è diventato un lavoro a tempo pieno, una professione vera e propria per alcuni, ma, prima di addentrarci nella trattazione del significato della parola misteriosa odierna: SIGLA!
Ah, no: ho sbagliato format.
Ehm (*si schiarisce la voce in maniera imbarazzata*), ti stavo introducendo il concetto che sta dietro a questa parola: il clou è ovviamente frasare, ma non lasciarti ingannare dal greco para, che non significa necessariamente affine, simile, che gli sta appresso, ma è spesso una forma irregolare della coniugazione del verbo parere alla terza persona singolare: pare.
Torniamo quindi a bomba (termine non casuale, perché… beh, leggi e capirai) alla frase iniziale di questo articoletto: la parafrasi, che una volta veniva utilizzata nei testi poetici (o quantomeno criptici), serviva a rivelare il significato che stava dietro a certi versi, certe frasi, affinché chiunque potesse capirne il significato celato dietro alle parole utilizzate dall’autore. E in quel contesto, para, aveva il significato originario e anche l’opera del frasare era fatta a ragion veduta, secondo criteri di comprensibilità, linearità e anche correttezza grammaticale (cosa che non guasta).
Ora, invece, quando si parafrasa qualcuno (e, nota bene, non stiamo più parlando di testi poetici), specie in ambito giornalistico, ovvero nei dibattiti dei talk show, la persona parafrasante prende un certo virgolettato del parafrasato, lo estrapola dal contesto e ne fornisce la sua personale interpretazione, che esula dai campi di correttezza e coerenza per mille mila motivi. E solitamente lo fa per questioni di sensazionalismo (la “bomba” di cui dicevo poco sopra), così da accaparrarsi i favori, ovvero di mettere in cattiva luce la figura del parafrasato, mettendogli in bocca parole che non ha mai pronunciato.
Questo espediente, utilizzato nell’ambito del relativismo storico in cui siamo inseriti (che cavolo sto dicendo? Boh, ma ci stava bene…), è diventato un vero e proprio sport, facendo in modo che il proprio parere (sia come opinione, sia come verbo che dà adito a un’interpretazione – spesso fallata) sia superiore a quello del proprio interlocutore, perché in grado di distorcere (dovrebbe trovarsi tra i sinonimi di parafrasare, nei dizionari odierni) le parole altrui e piegarle alle proprie esigenze.

Sì, lo ammetto, oggi mi sono lasciato un po’ andare e ho parafrasato la società odierna all’interno di una parola e quindi sono caduto vittima del mio stesso ingannevole parere, ma… No, non è così: ho già detto altrove (vedi La parola misteriosa (3)) «C’ho ragione e i fatti mi casano!», quindi, inutile che tenti di parafrasare quel che scrivo, perché…

Raz Degan – Spot TV

Pensavi davvero che ti lasciassi senza una canzone finale? Illuso!
Ecco un ottimo esempio di parafrasi, di come da un piccolo evento, ci si ricama sopra a parole e diventa una storia epica… Sì, proprio come certe parafrasi.

Angelo Branduardi – Alla fiera dell’Est

36 commenti su “La parola misteriosa (6)”

  1. E un topolino che alla Fiera dell’Est mio padre, per due soldi, comprò. Non fece una bella fine, ma il messaggio è azzeccatissimo, a parer mio! 😂😂😂😁😁😁😄😄😄

      1. Sii sempre te stesso, fai come ti senti. Del resto anche io cerco sempre di fare un mix tra serietà e giocosità. Davvero molto azzeccata anche la scelta dei testi! 🙂

                  Rispondi a sibillla5 NADIA ALBERICI Annulla risposta

                  %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: